#trasparenzedipensiero

"Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo" (Alda Merini).

CHI SONO
Classe 1980. Ho conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico "Madralisca" di Cefalù e il Baccalaureato in S. Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo.

Ho studiato Mariologia a Roma alla Pontificia Facoltà teologia "Marianum" e dal 5 maggio 2007 sono presbitero della Chiesa di Cefalù.

Attualmente sono Parroco della Chiesa Madre, della Parrocchia S. Cataldo e Rettore del Santuario dello Spirito Santo a Gangi (PA).

Per la Diocesi svolgo il servizio di Direttore dell'Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro.

La vicenda della famiglia che vive nei boschi del Chietino, in un casolare senza acqua ed elettricità, ha fatto il giro del Paese. Due genitori, tre bambini, una vita fuori dagli schemi moderni, niente scuola tradizionale. E come sempre sui social e nel dibattito pubblico sono emersi gli schieramenti dei pro e contro, gli opinionisti.

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Alice ed Ellen, icone dello spettacolo europeo e figure amatissime anche in Italia, hanno scelto di congedarsi dalla vita insieme, così come insieme avevano percorso ogni fase della loro lunga esistenza.

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Dopo la morte di un giovane ragazzo, dopo i controlli e i provvedimenti delle Forze dell’ordine che presidiano il territorio, sull’orda delle emozioni, non è giusto fare valutazioni che potrebbero risultare viziate. Ma col tempo ci si ferma, ci si interroga, ci si guarda intorno e, chi ha un ruolo educativo in una comunità, è giusto che legga le criticità che stanno alla base o contribuiscono in qualche modo a determinare un contesto fragile come quello che segna i nostri paesi, nessuno escluso.

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La nota della Congregazione ricorda con chiarezza che Maria non è una divinità, ma la creatura redenta in modo eminente, scelta da Dio per essere la Madre del Figlio e, attraverso di Lui, Madre della Chiesa. Il suo “sì” all’Annunciazione apre la via della salvezza, ma non le conferisce alcun ruolo autonomo o paritario rispetto all’unico Redentore, Gesù Cristo.

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Troppo spesso, in quelle notti di musica e luci (legalizzate), l’alcol e le sostanze trovano un terreno fertile per diffondersi, normalizzandosi, diventando parte del “divertimento” stesso. È un segnale che non possiamo più fingere di non vedere.

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È la malattia dell’anima che si consuma lentamente quando la fede si riduce a gesto, a parola, a forma esteriore; quando ciò che è chiamato a essere incontro, diventa abitudine; quando il fuoco si spegne sotto le ceneri del dovere.

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Quando non ci si sente più a proprio agio né nell’istituzione né nel mondo, si tende a rifugiarsi o nel dogma o nell’immagine. E in entrambi i casi si finisce per assolutizzare se stessi: o come custode della purezza perduta, o come testimone dell’apertura a ogni costo. Ma la comunicazione evangelica non è né nostalgia né show.

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Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo del numero di giovani che ricorrono al supporto psicologico o all’uso di psicofarmaci per affrontare stati di ansia, depressione, insicurezza e stress. Quello che una volta veniva percepito come un segno di debolezza oggi è divenuto, fortunatamente, un gesto più comune e socialmente accettato: chiedere aiuto.

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Le parole della Ministra Roccella sul tema dell’antisemitismo e, ancor più, sul ruolo delle università come presunti “luoghi del non-pensiero”, lasciano un retrogusto amaro. Non solo per ciò che affermano, ma per ciò che implicano: la pretesa di un monopolio morale sulla memoria e sull’interpretazione della storia.

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In troppi contesti, ancora oggi, i giovani crescono senza alternative concrete, senza modelli positivi a cui guardare, immersi in un contesto dove la forza e l’arroganza sembrano le uniche strade per ottenere rispetto o visibilità.

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San Francesco non fu il fondatore di un’identità nazionale. Fu, semmai, il testimone di una fraternità senza confini. Ed è questo, oggi, il messaggio più rivoluzionario — e più politico — che continuiamo a ignorare.

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Nel dramma del conflitto israelo-palestinese, la parola del credente non può ridursi a slogan o a bandiere. Né la Chiesa può farsi parte di cortei o iniziative che rischiano di snaturare la sua missione.

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  • Via Spirito Santo, Gangi PA, Sicilia, Italia